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Il ponteggio hi-tech rilancia le assunzioni a Udine

“Assumiamo, assumiamo. Quest’anno almeno altre 12 persone”. Dario Roustayan, ad del gruppo udinese Pilosio ha appena riposto la penna dopo aver firmato il maggior contratto della storia cinquantennale della società. Dopo aver chiuso il 2011 con un fatturato di quasi 34 milioni, in crescita del 30% rispetto all'anno precedente, l’azienda friulana, produttrice di ponteggi e casseforme per l'edilizia con 180 dipendenti, si è aggiudicata un ordine da 5 milioni di euro per la vendita di ponteggi multidirezionali per Saipem Canada, nella regione di Alberta. Anche in questo caso, come per molte aziende italiane, lo sviluppo è tutto sui mercati esteri, con una quota di vendite oltreconfine triplicata in tre anni al 50%. “Fino allo scorso anno eravamo in Cig – spiega l’ad – poi abbiamo siglato un contratto di solidarietà che finisce a febbraio e che ovviamente non rinnoveremo, stiamo lavorando con il terzo turno di notte e prevediamo quest’anno una crescita minima del 15%”. Il prodotto realizzato per Saipem, che ha subito test per resistere fino a una temperatura di -45 gradi, è rilevante non solo per l’importo, ma perché apre per la prima volta al gruppo il mondo dell’Oil&Gas, mercato di dimensioni sterminate. In Canada Pilosio è riuscita a battere gruppi canadesi e statunitensi e questo successo diventa una credenziale per future operazioni. “Lo sviluppo internazionale è una necessità – spiega Roustayan – io passo il 50% del mio tempo all’estero e quest’anno credo di poter realizzare le prime commesse in India, dove abbiamo una partnership con un’azienda locale. Il Sud America è l’altra grande soddisfazione, quasi tutta la crescita del 2011 ariva da lì”. Il beneficio sul territorio è immediato: già assunti a gennaio tre ingegneri per l'ufficio tecnico, altre 12 persone entreranno in azienda nel corso dell'anno.  

Insomma, vai con il curriculum.