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Dalle costruzioni il primo assist per la ripresa

Sarà davvero il fondo? La speranza è che sia così, perché tra tutti i settori dell’economia è difficile trovarne di più penalizzati. La recessione ha picchiato duro in particolare sulle costruzioni, la cui produzione è scesa ininterrottamente (salvo nei dati di un paio di mesi, l’ultima volta è accaduto a febbraio 2011) dal 2008 ad oggi. Una caduta che per più anni è stata a doppia cifra, abbattendo i volumi di oltre il 30% rispetto al 2010.

Il dato Istat di novembre è però diverso, evidenziando una crescita robusta sia in termini mensili (+2,9%) che tendenziali (+3,8% tenendo conto del calendario più favorevole , il dato grezzo vede una crescita doppia), inserendo nell’ormai monotono andamento della serie storica un promettente elemento di discontinuità.

Non basterà certo a riportare in attivo i conti del 2015, con 10 mesi su 11 a presentare il “solito” segno meno. Ma sarebbe un’ottima notizia se segnalasse infine l’inversione di rotta del settore. Perché valutando l’impatto sull’indotto e considerando tutti i comparti dell’economia (auto inclusa) non c’è partita: le costruzioni vincono a mani basse. E non si tratta solo di piastrelle, cemento o mattoni.

Ma anche, e soprattutto, di impianti elettrici e idraulici, valvole e rubinetti,  caldaie e infissi, vetri, vernici e collanti. Senza l’edilizia, qualsiasi cosa accada altrove, la ripresa in Italia resta monca.

 

  • Luca Orlando |

    Non è l’epoca d’oro del mattone, non siamo in presenza di alcun boom economico, e neppure di una ripresa scintillante, i prezzi delle case continuano a scendere, i nuovi permessi di costruire (come ho scritto sul web pochi giorni fa) continuano a ridursi.
    Ma quando un numero (in questo caso la produzione nelle costruzioni) scende per quasi otto anni consecutivi e ad un certo punto inverte la rotta a me pare una notizia. Balzana? E chi lo decide? I numeri Istat è bene conoscerli, poi le interpretazioni possono divergere. Saluti.

  • Luca |

    Leggo il Sole per rallegrarmi e leggere le notizie più balzane come questa. Si legge che riparte il settore delle costrizioni. Ma ha presente quanto invenduto c’è? Riparte il mercato perchè c’è da fottere qualche risparmiatore che si illude che la casa sia ancora un bene rifugio e qualche magutto che pensa ancora di fottere a sua volta qualche fornitore. Sveglia l’Italia sta fallendo. Asta la vista

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