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Pioggia di fondi sui macchinari in Lombardia

Adesso o mai più. Per gli investimenti in macchinari e attrezzature il contesto di incentivazione non è mai stato così favorevole. Nella legge di Stabilità il Governo intende infatti rifinanziare la Sabatini-Bis, i cui fondi si sono esauriti alla fine di agosto, rimettendo in campo dunque il  contributo in conto interessi per abbattere le rate dei finanziamenti. Al superammortamento del 140%, che resterà in vigore, si affiancherà inoltre l’iperammortamento del 250% per i beni riconducibili alle nuove tecnologie di Industria 4.0, con il coinvolgimento quasi certo di una larga parte della produzione nazionale di macchinari.

A questi bonus la Regione Lombardia entro fine anno intende affiancare un ulteriore contributo, 300 milioni di euro da destinare agli investimenti in impianti, attrezzature e capannoni. Il bando è in via di definizione e le regole dovrebbero essere stabilite entro dicembre, attingendo in parte a fondi regionali e in parte a fondi europei.

Gli incentivi potrebbero essere cumulabili, come accaduto nel 2016 per superammortamento e Sabatini-bis, consentendo così agli imprenditori lombardi di ampliare i propri benefici in bilancio, riducendo l’esborso per interessi e aumentando allo stesso tempo la quota di costo deducibile ai fini fiscali.

In presenza di tassi bancari a medio lungo termine non distanti da quelli tedeschi, l’investimento è così attivabile a costi ridotti, in un quadro di incentivazione mai così favorevole, come ha ricordato lo stesso presidente di Ucimu-Sistemi per produrre Massimo Carboniero.

Le imprese lombarde, del resto, si sono già mosse con vigore sfruttando lo schema della  Sabatini-bis (oltre un quarto delle domande è arrivata da questa regione, finanziamenti per più di un miliardo di euro), che visti i livelli attuali dei tassi si è trasformato per molte aziende in un contributo in conto capitale (per le imprese a rating più alto il tasso bancario del finanziamento è oggi inferiore al 2,75% “fisso” erogato dal Mise).

Il guaio – purtroppo – resta il mercato. E anche se numerosi costruttori di macchinari si attendono un’impennata della domanda italiana nel 2017, per tutti loro c’è l’incognita del contesto globale: fatto di rallentamento dei Bric’s, guerre e attentati, svalutazioni e crollo delle commodity che abbattono il potere d’acquisto di numerosi paesi.

Elementi in grandissima parte al di fuori del nostro controllo.

Ma per quanto compete a noi, in termini di creazione di un contesto interno adatto ad investire, per una volta l’Italia sta facendo ciò che deve.