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Così l’Italia ha sprecato l’assist di Draghi

Nel 2016 la spesa per interessi passivi dello Stato italiano è stata pari a 66,5 miliardi, 17 in meno rispetto al 2012. Ottima notizia, quella visibile scorrendo il conto economico delle amministrazione pubbliche appena sfornato dall’Istat. Ottima ma purtroppo unica.

Perché il crollo dei tassi di interesse e degli spread non è stato affatto utilizzato negli ultimi anni per ridurre le imposte o rilanciare gli investimenti, piuttosto sprecato per alimentare una crescita ancora superiore della spesa pubblica corrente.

Le prestazioni sociali in denaro (cioè le pensioni) sono infatti lievitate nello stesso periodo da 311,4 a 337,5 miliardi, una crescita in valore assoluto e anche in termini relativi, passando dal 41% al 43,7% delle uscite correnti.

Grande attenzione agli anziani che si accompagna ad uno sguardo meno benevolo sui giovani e sul loro futuro. Se gli investimenti pubblici rappresentano la cartina di tornasole di questa “attenzione” alle prossime generazioni il risultato è decisamente fallimentare, con una riduzione secca di nove miliardi di euro in quattro anni.

In rapporto al Pil la pressione fiscale si è ridotta di un punto, dal 43,6% del 2012 al 42,7% del 2016 ma è chiaro che si sarebbe potuto fare molto di più se si fosse stati in grado di contenere in maniera adeguata la crescita della spesa corrente, anche in questo caso scesa in quattro anni solo di un punto (al 45,9%) rispetto al Pil. Per tenere il passo dei maggiori esborsi correnti, le entrate infatti nello stesso periodo sono lievitate di 17 miliardi.

In sintesi: il nostro deficit resta elevato (per non parlare del debito), investiamo meno del passato, la pressione fiscale resta ancora ben oltre la media europea.  Con una coincidenza matematica paradossale, perché nello stesso periodo in cui gli interessi passivi scendono di 17 miliardi, le entrate lievitano nella stessa misura, aumento necessario per continuare ad alimentare una spesa pubblica in corsa.

Speriamo vada meglio in futuro: l’assist di Draghi e della Bce finora è stato drammaticamente sprecato.