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AAA ingegneri cercansi

 "Se si escludono – scriveva Primo Levi – istanti prodigiosi e singoli che il destino ci può donare, l'amare il proprio lavoro (che purtroppo è privilegio di pochi) costituisce la migliore approssimazione concreta alla felicità sulla terra: ma questa è una verità che non molti conoscono".
In questo luogo cercheremo di parlare di persone e imprese che provano a far bene nella propria attività, ma anche degli ostacoli, delle difficoltà che questi soggetti incontrano.

Partiamo, mi rendo conto, in un modo non proprio originale, con i successi internazionali di Blue Engineering, piccola società di ingegneria piemontese che da poco ha vinto a Torino proprio il premio Chiave a Stella. Fino a tre anni fa realizzava all'estero solo il 20 % dei ricavi, oggi la quota è salita all'80%. Di recente ha battuto un colosso come Siemens nella gara per la progettazione della metro di Istanbul, si è aggiudicata la commessa per la metro di Teheran, ha lavorato per la Nasa. I ricavi, otto milioni, sono cresciuti del 10% e in programma ci sono nuove assunzioni, almeno una decina tra ingegneri e periti meccanici, che si aggiungeranno ai 110 dipendenti attuali. "L'Italia ? Il deserto dei tartari", ci spiega l'ad Lazzeri, che in fondo vede lo sviluppo estero come una sorta di strada obbligata per sopravvivere. Il segreto è spiegato in parte nel nome, con le iniziali dei quattro soci: Berkol è armeno di nascita, Lazzeri, Uslenghi e infine Eid, nato ad Amman. Ingegneri cresciuti all'ombra di "mamma" Fiat e poi in grado di andare oltre. "La decisione nel '93 è stata unanime: fondiamo una società e continuiamo a fare ciò che abbiamo sempre fatto, simulazione e progettazione". Nasce così la Blue Engineering, che in poco tempo cresce, apre una sede a Lione, una filiale a Napoli. Poi la crisi del 2008, gli ordini che non arrivano, le banche che riducono i fidi. "Abbiamo guardato ad Oriente – continua Lazzeri – e ci siamo detti: abbiamo un ingegnere di madrelingua turca ed uno di madrelingua araba, sfruttiamo questi jolly. Loro sono partiti ed hanno cominciato un lavoro porta a porta in Turchia, in Iran, in Giordania". Così la Blue Engineering vince importanti commesse e costruisce tram per la Turchia e la metropolitana in Iran. Il prossimo target è l'India dove Blue cerca una partnership locale per aggredire il più ghiotto mercato mondiale del settore ferroviario. "Ci sono migliaia di carrozze lasciate come ai tempi dell'impero britannico - racconta Lazzeri – e il business potenziale è enorme". Azienda da tenere d'occhio – anche in Italia.