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Benzina low cost grazie ai volumi

“Per piacere, non scriva che siamo contenti delle accise, perché non è così”. Il numero uno di OilOne, piccolo distributore di carburanti indipendente, ci spiega che l’aumento del peso fiscale su benzina e gasolio non è per nulla gradito. Riportiamo le sue parole, ma la nostra idea di fondo non cambia: l’aumento dei prezzi, in generale spinge le famiglie a riconsiderare ogni spesa, a maggior ragione mentre il reddito disponibile si riduce. I numeri, del resto, parlano chiaro: mentre i consumi di benzina nel 2011 si sono ridotti, quasi tutti i distributori “no logo” hanno aumentato i volumi, spesso in modo significativo. Per il gruppo di Pesaro Acema, che controlla OilOne, il 2011 ha portato 95 milioni di litri, il 15% in più rispetto al 2010. Lo sconto è l’appeal per i consumatori, con un risparmio medio tre i 7 e i 10 centesimi, per un pieno significa cinque euro in meno. Il “segreto” è nei volumi. “In Via Gallarate a Milano – ci racconta l’ad Lorenzo Ponselè ¬ arriviamo a sei milioni di litri l’anno mentre la gestione precedente garantiva 6-700 mila litri. Ai nostri gestori, che non sono dipendenti ma associati in partecipazione, possiamo dare un margine di 1,5 centesimi al litro, un terzo rispetto alla media”. La presenza di un no-logo ha un effetto benefico sui prezzi nei dintorni. In Via Gallarate a Milano, per fare un esempio, si affrontano ben quattro distributori di compagnie diverse in pochi metri. Per evitare di restare senza clienti, anche gli altri si adeguano. E perché – chiediamo – sulle autostrade i prezzi non scendono e i no logo non ci sono ? “I requisiti delle gare – risponde l’ad – sono tali da escludere molti gruppi minori – e inoltre vi sono delle royalties da girare alle concessionarie che naturalmente spingono i prezzi verso l’alto”. Ecco un altro ambito dove liberalizzare non sarebbe una cattiva idea.