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Credit crunch sul medio termine

I dati Bankitalia di gennaio evidenziano che la stretta creditizia è ancora pienamente operativa. Per le società non finanziarie c'è in generale una piccola boccata d'ossigeno, con i crediti che salgono da 894 a 899 miliardi. Benino su base mensile, dopo la stretta da 21 miliardi tra novembre e dicembre, maluccio su base annua se pensiamo che il tasso di crescita è poco oltre l'1%,  quasi un terzo rispetto all'inflazione. Scomponendo il dato globale si scopre però che le banche hanno deciso di aprire leggermente i cordoni sul breve termine, con i crediti inferiori a un anno che salgono di quasi 12 miliardi, mentre per i prestiti da uno a cinque anni la riduzione è di quasi sette miliardi. E prendendo come base gennaio del 2010 il calo è di dieci miliardi: in sintesi, sugli investimenti delle aziende c'è una stretta evidente. Sui tassi invece le medie sono benigne, con il dato globale per i prestiti sulle nuove operazioni che scende al 4,06% (da 4,18). Ancora una volta è sulle operazioni a medio termine la stretta maggiore, con il tasso che schizza al 6,41% dal 5,85% per le operazioni fino a un milione di euro tra uno e cinque anni. Chi vuole investire, quindi, o non trova risorse oppure le paga a caro prezzo.