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Il paese dei mille marchi e dei pochi brevetti

Le statistiche qualche volta sono fuorvianti. Gli ultimi numeri dei brevetti in Italia indicano una cifra confortante, quasi 60mila nel 2011. L'ufficio che li registra si chiama però "Brevetti e marchi" e sono in realtà questi ultimi a prevalere alla grande. Lo scorso anno sono state infatti poco più di 9mila le vere invenzioni, oltre 50mila i marchi registrati. Attività nobilissima quest'ultima, in cui però la spinta innovativa dal punto di vista tecnologico è pari a zero. Anche spostandoci in ambito internazionale il quadro non cambia e l'Italia insegue. Nelle graduatorie mondiali siamo dodicesimi per brevetti depositati, persino dietro a Svizzera e Canada. 

Quadro solo cupo? Qualche spiraglio per fortuna c'è, anche tra le piccole aziende. La fonderia Casati di Varese ha appena brevettato una nuova lega di ghisa destinata ai motori per automobili, grazie alla collaborazione determinante dell'università Liuc di Castellanza. E' il suo primo brevetto, e spera di sfruttarlo sui mercati internazionali, dove già esporta il 75% dei ricavi e vende ad alcuni colossi globali tra cui Mitsubishi.