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L’hi-tech in rete vince a Bruxelles

L'Unione Europea ha deciso di finanziare 12 progetti legati alle nanotecnologie. Di questi, solo uno è a guida italiana. Se il ritardo nazionale è evidente la "vittoria" lascia ben sperare per il futuro, riuscendo a replicare il modello. Si tratta infatti di un progetto sviluppato per Brembo, con l'obiettivo di inventare un processo produttivo meno costoso per i freni in carbo-ceramica. Tra le aziende coinvolte ben tre, tra cui il coordinatore dell'iniziativa, sono localizzate a Kilometro Rosso, il parco tecnologico alle porte di Bergamo. Brembo, Warrant group e la piccola Petroceramcis (spin off del Politecnico di Milano con 1,2 milioni di ricavi e 13 dipendenti) lavorano gomito a gomito e proprio la prossimità è stato uno degli elementi determinanti per sviluppare l'idea e proporla in sede europea ottenendo otto milioni di finanziamenti.  Il target ora è abbassare i costi di produzione dei freni hi-tech, in modo da allargare anche a vetture di prezzo più basso il loro utilizzo. Brembo, come primo target, pensa di moltiplicare per cinque la produzione di questi freni.