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Rinnovabili a caro prezzo per le imprese

Avete provato a dare un'occhiata alla vostra bolletta elettrica? Per comprendere le singole voci occorrono un paio di lauree, occhiali da vista per leggere i caratteri minuti delle note e parecchia pazienza. Solo il risultato finale è indiscutibile, vi sono aumenti rilevanti e il costo finale è del 30% superiore alla media europea.

Si dice: colpa del mix. Termine semplice che indica la mancanza di nucleare e la nostra maggiore dipendenza dal petrolio. Ma le cose non stanno proprio così. Se dovessimo guardare solo al costo dell'energia in senso stretto la nostra bolletta sarebbe davvero magra. Ecco i conti reali per un'impresa che acquista energia sul libero mercato. Si tratta di un'azienda che ogni mese consuma 1.400 Megawattora e i numeri sono quelli effettivi di mercato.

Ogni Megawattora costa:

91,58 euro  per il costo dell'energia

9,56 euro per i costi di dispacciamento

13,45 per i costi di trasporto

37,18 per gli oneri di sistema

15,18 di Iva

Il totale è 166,94 euro, quasi il doppio rispetto al costo dell'energia in senso stretto. La sola componente A3, inserita in bolletta per finanziare le rinnovabili, pesa per 34,23 euro al megawattora, oltre il 20% del costo totale. Alla fine dell'anno l'azienda in questione, che può essere ad esempio una media fonderia italiana, avrà pagato in energia 2,8 milioni di euro, di cui ben 576mila per le sole rinnovabili.  

Tutto questo ha senso? Ha senso mettere in difficoltà migliaia di aziende per aiutare pochi installatori di fotovoltaico e qualche "veloce" imprenditore che ha saputo approfittare per tempo degli incentivi? Ha senso far chiudere la nostra manifattura per aiutare i costruttori di pannelli fotovoltaici asiatici?

Ditemi cosa ne pensate, il mio punto di vista mi pare chiaro.