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Energia più cara per chi lavora di sera

Amara sopresa per le imprese che lavorano di sera.  Secondo uno studio realizzato dalla Camera di Commercio di Milano in collaborazione con Ref, i prezzi dell'energia crescono per tutte le tipologie di contratto, con punte di oltre il 10% per le Pmi che consumano di più nelle ore serali e notturne. Vengono penalizzate le piccole e medie imprese che consumano di più nelle ore serali e notturne quali le imprese della ristorazione e del commercio e le piccole imprese del manifatturiero che operano in settori energy intensive e tendono ad organizzare i processi lavorativi su due o tre turni giornalieri, come la chimica, la plastica, i materiali per costruzione, la siderurgia e la metallurgia. Per queste tipologie di imprese l’aumento dei costi dell’energia (corrispettivi per fascia oraria ponderati per i relativi consumi) è superiore al 10%. Per un'impresa del commercio, ad esempio un tipico negozio di vicinato, che consuma 35 MWh all'anno prevalentemente di giorno, la spesa per la fornitura passa da 7.900 a 8.400 euro (circa il 6% in più). Per un ristorante, che consuma 150 MWh/anno e preleva energia elettrica anche la sera, l'incremento è ancor più rilevante: la spesa varia dai 31 mila euro nel 2011 a 33.500 euro nel 2012 (circa l’8% in più). Nel caso di un'impresa metallurgica, che lavora a ciclo continuo su tre turni con un volume di prelievo pari a 800 MWh/anno, la spesa aumenta da circa 116 mila euro a poco meno di 135 mila euro annui (circa +16%).