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Ad aprile crollano i consumi

Neppure l'inflazione ormai è sufficiente per tenere il segno più nei consumi italiani. I dati di aprile di Confcommercio evidenziano un calo a valore dell'1,1% su base annua, che crolla a -2,8% tradotto in quantità. Se i servizi tengono, per i beni fisici è una frenata inquietante: auto e moto perdono il 16%, perché chi può rinvia gli acquisti. Ancora più preoccupante però è la frenata di spese necessarie come alimentari e  vestiti, in calo in entrambi i casi del 4%. E questo nonostante la spinta sempre più aggressiva delle promozioni, arrivata ormai ai record storici con il 26,7% dei prodotti che vengono venduti con sconti di varia entità.

Per spendere meno dunque le famiglie non solo si spostano su prodotti di prezzo inferiore, e questo giustifica il calo dei valori, ma riducono in modo sensibile anche le quantità, rinunciando ad alcuni acquisti. L'unica area che cresce, in quantità ma non a valore, è quella legata ai servizi per le comunicazioni: ci parliamo di più, ma i racconti di questi tempi non sono allegri.