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Ogni giorno 2.400 protesti

Nei primi tre mesi dell'anno in Italia i protesti sono stati 216mila, con 21mila società a cui è stato protestato almeno un assegno o una cambiale. Numeri in decisa crescita rispetto al 2011 e che testimoniano la gravità della crisi. C'è però una spaccatura evidente tra Nord e Sud, con il Mezzogiorno in grave difficoltà. Nel Sud, evidenziano i dati di Cerved Group, i protesti crescono del 13,5% ben oltre la media nazionale ma il dato più preoccupante è l'incidenza sul totale delle imprese, pari all'1,4%, il triplo rispetto a quanto accade ad esempio nel Nord Est. 

In Calabria, peggiore regione in Italia per questa classifica, i protesti coinvolgono quasi il 2% delle imprese mentre all'estremo opposto, in Trentino Alto-Adige il dato si ferma allo 0,2%. 

Tra i settori dei servizi i rischi maggiori di trovarsi in tasca un assegno non coperto sono per il comparto dell'edilizia (incidenza pari all'1,5% delle imprese) e della distribuzione (1,1%).

Nell'industria invece i problemi più frequenti sono nel sistema casa e nel largo consumo, mentre i comparti più virtuosi sono hi-tech, chimica e meccanica.