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L’Antitrust dal volto umano

Lezione d'eccezione oggi per gli studenti della Bocconi a Milano. In cattedra Giovanni Pitruzzella, presidente dell'Antitrust, impegnato a spiegare il meccanismo delle sanzioni e dei possibili ricorsi al Tar.

Interessante la sua valutazione sull'impatto della crisi, che tende a introdurre un poco di buon senso nelle rigide valutazioni burocratiche dell'amministrazione. "La crisi ci induce a riflettere sull'entità delle sanzioni – ha spiegato – perché non si deve mettere l'impresa fuori dal mercato, creando la non auspicabile situazione in cui la cura riesce ma il paziente muore". E tuttavia, aggiunge, non si deve dare la sensazione che si possa sempre trovare un accordo, che l'Antitrust accetti sempre gli "impegni" delle aziende colte in flagrante. "Riduciamole un pò - spiega -  ma non tanto da rendere le sanzioni inefficaci. Quello che ho fatto dal mio arrivo – aggiunge – è aver recuperato cum grano salis la funzione deterrente sanzionatoria".

Tra la sanzione e l'accettazione degli impegni, Pitruzzella ha spiegato di seguire una linea mediana, una via di mezzo, anche perché spesso vi sono difficoltà nel provare gli accordi e i cartelli. Tranne in pochi casi - ha aggiunto – come un episodio recente "in cui alcuni manager faciloni si scambiavano mail, ma sono casi fortunati, ne capita uno ogni dieci anni". 

Alle imprese italiane, che entro pochi giorni dovranno staccare un assegno per finanziare l'Antitrust (lo 0,08 per mille dei ricavi per le imprese che superano i 50 milioni di fatturato) Pitruzzella regala una piccola speranza: "In Europa il finanziamento avviene in questo modo e dunque l'Italia si è adeguata, tuttavia cercheremo di ridurre al massimo l'entità del contributo per il prossimo anno".

Noi prendiamo appunti, l'anno prossimo si vedrà.