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Allarme Bric’s sull’export italiano

La frenata dei Bric's rallenta il nostro export e a settembre le vendite italiane extra-Ue crescono di appena lo 0,3%. Se il saldo migliora, scendendo da un rosso di 1,8 miliardi del settembre 2011 ad un passivo di 596 milioni, lo si deve soprattutto alla diminuzione delle importazioni, in calo del 3,9% su base annua, segno evidente della debolezza della nostra domanda interna. A settembre si conferma il momento no per i Bric's, con la Cina a cedere il 18,9%, l'India in calo del 19,8%, la Russia in frenata di oltre un punto. A sostenere le nostre vendite oltreconfine vi sono per fortuna ancora una volta gli Stati Uniti, in crescita del 18,5%. Bene anche Africa Settentrionale e Turchia, ma si tratta di poche eccezioni in un quadro internazionale che resta debole. La conferma arriva dalla frenata dei nostri beni strumentali venduti all'estero, dato corroborato ieri dal calo degli ordinativi oltreconfine segnalato dall'Ucimu. Anche altrove si investe poco e così le nostre vendite di robot e macchinari a settembre si riducono del 2,5%.

Dati non brillanti quelli di settembre, con l'elevata probabilità che aggiungendo l'Europa, il bilancio finale del mese diventi negativo, interrompendo la lunga sequenza di segni più che rappresentava da mesi uno dei pochi sostegni per la nostra economia.