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Tutti i costi dello spread

Prima della corsa dei tassi di interesse italiani, nel maggio del 2011, le imprese pagavano in media sulle nuove operazioni di finanziamento un tasso del 2,59%.  Oggi (di ottobre gli ultimi dati disponibili di Bankitalia) siamo al 3,62% ma nel corso della crisi siamo arrivati ben oltre questo livello. Già oggi, comunque, per un prestito da un milione di euro un'impresa paga su base annua 10mila euro di interessi passivi in più rispetto a 12 mesi fa.

Se ragioniamo invece sulle consistenze, circa 900 miliardi di debiti delle imprese verso le banche, a maggio 2011 il tasso medio era pari al 3,42% mentre oggi è del 3,62%. Già solo questo scostamento, se protratto per un anno, significa per il sistema delle imprese un extracosto di 1,8 miliardi di interessi passivi aggiuntivi.

Sulla base dei dati dell'ultimo anno invece, quando gli spread erano molto più alti, il conto per imprese è stato molto più salato, pari a cinque miliardi di euro di oneri aggiuntivi.

Con buona pace dell'ex premier Berlusconi che considera lo spread un falso problema, un imbroglio: forse a lui non tocca andare in banca a chiedere un prestito ma ai suoi colleghi imprenditori certamente sì.

 

 

  • CorteSconta |

    “Colleghi” imprenditori? Credo che i suoi colleghi vadano cercati in altre categorie “professionali”.

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