Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

Sui tassi alle imprese si allarga lo spread con la zona Euro

Lo spread italiano scende. Ma il divario nei tassi alle imprese rispetto all’Europa continua a crescere.

Per i prestiti superiori al milione di euro a novembre il differenziale è di 80 punti base, quasi il doppio rispetto ad agosto, da quando cioè gli spread con i Bund tedeschi hanno iniziato a scendere. Ad agosto il tasso sulle nuove operazioni in Italia era pari al 2,67% e da allora è salito ininterrottamente fino a novembre, quando è arrivato a quota 3,06%. Nello stesso periodo in Europa il dato è rimasto stabile, arrivando a novembre a 2,26%. Il trend, seppure meno pronunciato, è simile anche per i prestiti inferiori al milione di euro, dove i tassi italiani superano quelli dell’area euro di 61 punti base, gap risalito leggermente (+6 punti base) da settembre ad oggi. A dicembre è possibile qualche piccolo beneficio, perché i dati Abi registrano un tasso medio in discesa di 5 punti al 3,59% per le nuove operazioni alle società non finanziarie. E tuttavia il trend di discesa è ancora inferiore rispetto all’andamento degli spread, scesi in un anno di 132 punti base, più del doppio rispetto alla riduzione (-59 punti base) dei tassi sulle nuove operazioni. Vero è che le banche devono fare i conti con una rischiosità sempre più alta, con le sofferenze nette balzate a 122 miliardi a novembre, con una crescita annua del 16,8%. Nuovo record anche in termini relativi, con le sofferenze lorde che arrivano al 6,14% degli impieghi, quasi un punto percentuale in più rispetto allo stesso mese del 2011. Il dato più drammatico è nelle costruzioni, dove le sofferenze lorde sfiorano il 13% degli impieghi, livello quasi doppio rispetto al dicembre del 2010. In termini di erogazioni anche dicembre si conferma mese di magra, con i dati dell’outlook mensile di Abi che evidenziano un calo del 2,41% tendenziale per famiglie e imprese, ottavo calo consecutivo. E per i prossimi mesi, stando alle previsioni di Ernst & Young, le prospettive non sembrano diverse. Il credito alle imprese italiane secondo gli analisti della società calerà dello 0,5% nel corso del 2013 a differenza di quanto avverrà in Francia, Germania e Olanda, dove é prevista una crescita media compresa tra l'1% e il 2,5%. Secondo la società, i non-performing loans in Italia cresceranno inoltre del 10,2%, raggiungendo il più alto livello degli ultimi 14 anni.