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Per l’industria crolla il mercato interno

Anche a novembre l'industria italiana è pesantemente penalizzata dalla debolezza della domanda interna, con un fatturato che scende del 5,4% su base annua proprio a causa del crollo nazionale dell'8,7%.

A rendere meno amaro il bilancio è la crescita dell'1,5% all'estero, senza la quale la situazione delle nostre imprese sarebbe di gran lunga peggiore. Situazione analoga per gli ordinativi, dove però la divaricazione è ancora più accentuata:

-13,5% in Italia, +4,1% all'estero.

A soffrire è l'intera manifattura, ad eccezione della chimica, e i più penalizzati sono i beni durevoli sul mercato interno. Auto, mobili ed elettrodomestici sono ovviamente spese rinviabili e le famiglie oggi scelgono in massa questa opzione. Come risultato, il crollo è pari al 12,2%, il peggiore tra le categorie considerate.

Così, nei primi undici mesi dell'anno il calo dei ricavi arriva per l'industria italiana al 4,4% con una riduzione quasi doppia per le vendite in Italia e una piccola crescita all'estero.

Il problema dei prossimi mesi sarà quindi duplice: da un lato si dovrà tentare qualcosa per rianimare i consumi in Italia, dall'altro si dovrà evitare che la recessione europea e la frenata dell'export anche verso la Germania arrivi a penalizzare quelle poche aziende che ancora crescono. Un rialzo dell'euro non aiuterebbe, anche perché i mercati che corrono di più al momento sono proprio quelli dell'area del dollaro.