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A gennaio credito mai così basso dal 2006

L'erogazione di prestiti alle imprese continua a ridursi, così come continua il dibattito sulle "reponsabilità". Costi eccessivi, dicono le imprese. Domanda ridotta e rischi crescenti, ribattono le banche.

La ragione è su entrambi i fronti ma al di là delle cause proviamo a guardare gli effetti. Il volume delle nuove operazioni di gennaio è pari a 38,4 miliardi e per trovare un gennaio più "magro" bisogna tornare al 2006. Tra 2007 e inizio 2009, prima dell'inizio della crisi, a gennaio le erogazioni sono anche arrivate a sfiorare i 54 miliardi di euro, il 40% in più rispetto alla situazione attuale. Il paese, dunque, non investe.

Il costo eccessivo è certo un deterrente, soprattuto perché avviene in una fase in cui i parametri di riferimento come l'euribor sono ai minimi storici. Con l'effetto paradossale che i tassi d'interesse sulle consistenze (una massa di 866 miliardi a gennaio) sono stabili dalla scorsa estate, allineandosi ora esattamente ai tassi sulle nuove operazioni che invece da agosto ad oggi sono saliti di quasi 30 punti base.  

Arrivare rapidamente ad un nuovo governo servirà anche a questo, per evitare di allargare il gap competitivo con i nostri concorrenti: chi negozia oggi un credito in Germania a lungo termine lo ottiene a tassi vicini al 2%, in Italia siamo ad un livello più che doppio.