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Protesti e ritardi: Paese a due velocità

In Sicilia il 15% delle aziende, esattamento il doppio della media nazionale, ha ritardi di pagamento superiori ai due mesi. Gli ultimi dati Cerved sulla puntualità delle imprese nel saldare le proprie fatture evidenziano ancora una volta il peggioramento della nostra economia ma anche la forte disomogeneità dei numeri, con un Paese diviso in due.

Le aziende con gravi ritardi in Italia sono salite al 7,5% del totale, un dato quasi raddoppiato rispetto alla fine del 2011. Nord Ovest e Nord Est hanno però numeri drasticamente più bassi, nell'ordine del 5-6%, che salgono all'8,5% nel centro del Paese e balzano al 10,8% a Sud, con un picco del 15,1% in Sicilia. Determinante è certo il maggior peso del settore pubblico, i cui cronici ritardi nel saldo dei fornitori creano problemi di incassi per queste aziende, a loro volta in difficoltà nel rispetto delle proprie scadenze. 

Situazione analoga nel numero dei protesti, balzati in Italia al nuovo massimo storico con oltre 47mila imprese (non individuali) coinvolte nel 2012. Il balzo sfiora il 9% e porta il valore assoluto delle aziende protestate al di sopra del precedente picco toccato nel corso della crisi del 2009. Anche in questo caso però la media italiana nasconde realtà molto diverse. L'incidenza dei protesti è infatti pari a poco più dell'1% a Nord Ovest e Nord Est mentre raddoppia nel regioni centrali e quasi triplica nelle regioni del Sud.