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Scenario post-bellico per la nostra industria

Nel 1945, al termine di lunghi anni di devastazione e distruzioni, la richiesta di energia elettrica in Italia aveva fatto un balzo indietro di 11 anni, tornando ai livelli del 1934, poco meno di 13mila Gwh.

Quello che accade oggi è del tutto simile, con la differenza non marginale di non essere in presenza di un evento bellico. 

Mancano i lutti e le devastazioni ma lo shock produttivo è in effetti del tutto paragonabile.

Già nel 2012 la domanda di energia si era ridotta di quasi tre punti percentuali a 325 mila GWh e questo trend prosegue anche nel primo quadrimestre del 2013.

Lo scenario della nostra industria, caratterizzato da fallimenti a raffica, ordini e commesse in calo, impianti sempre meno utilizzati, è visibile nell'ultimo dato Istat sul fatturato, stimato in calo del 7,6% su base annua, quindicesima frenata mensile consecutiva.

I minori consumi dell'industria sono i principali responsabili del calo della domanda di energia elettrica, che di questo passo arriverà a fine anno a poco più di 315 mila GWh, tornando a livelli che non toccava dal 2003.

Un salto indietro di dieci anni, come accadde nella seconda guerra mondiale. Allora però c'era il piano Marshall, oggi abbiamo i vincoli di Maastricht.

    

  

  • franco correzzola |

    concordo in pieno con l’analisi, tuttavia ggiungo di non essere sicuro del fatto che la guerra sia finita…

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