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Fiat conferma. Buona la terza ?

Il commento più simpatico, forse involontariamente, è del segretario della Uil. Perché quel "lo sapevamo già" con cui Luigi Angeletti liquida l'esito del summit tra Zanonato e Marchionne è forse la sintesi migliore di un lungo, tortuoso e inconcludente cammino, almeno dal punto di vista della comunicazione.

Nel marzo del 2012 il Governo Monti convocava Marchionne che rassicurava l'esecutivo sugli impegni in Italia. "Fiat non chiuderà impianti in Italia" poteva spiegare una rassicurante Elsa Fornero al termine del summit.

Qualcosa però non deve essere andato per il verso giusto, perché a settembre il Governo riconvocava nuovamente Marchionne intimando un perentorio: "Fiat chiarisca i suoi piani".

L'incontro-fiume a Palazzo Chigi ha un esito positivo e Marchionne conferma gli investimenti in Italia "nel momento idoneo".   Non è il massimo, ma di questi tempi ci si può accontentare.

Ma anche in quel caso i chiarimenti devono essere stati poco chiari, perché il nuovo ministro dello Sviluppo Zanonato convoca ancora una volta Marchionne, ufficialmente per conoscere "un grande imprenditore", in realtà per chiedere lumi sulla presenza di Fiat in Italia anche alla luce dell'accelerazione dell'integrazione con Chrysler.

L'esito dell'incontro? "E' andato benissimo", ha spiegato Marchionne, aggiungendo di aver confermato gli impegni per il Paese.

Ecco, sulle conferme ci siamo. 

Si potrebbe ora provare ad investire, magari andando oltre il "chip" da 20 milioni impegnato su Mirafiori.