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“Uccisi” dalle accise

Quando è troppo è troppo. E forse anche il Governo si è reso conto che l'aumento delle accise sulla benzina non sarebbe stata una buona idea, non solo per le tasche delle famiglie ma anche per quelle dello Stato. Per ora resta la smentita di Franceschini, e la speranza è che la linea resti quella. Perché gli ultimi numeri dimostrano che l'aumento della pressione fiscale su benzina e gasolio ha avuto l'effetto di deprimere i consumi al punto da ridurre le entrate per l'Erario, dunque ottenendo esattamente l'effetto opposto. Tra gennaio ed agosto, calcola il centro studi Promotor, mancano all'appello per lo Stato ben 870 milioni di euro e questo nonostante l'aumento dell'1,2% del carico fiscale.

Un incremento più che vanificato dal crollo dei consumi di benzina e gasolio, giù di quasi cinque punti tra gennaio e agosto. Calo del resto quasi scontato, visto che il prezzo medio italiano è già oggi il più alto d'Europa, 30 centesimi oltre la media Ue per effetto del maggior carico fiscale. Ogni volta che mettiamo un litro nel serbatoio paghiamo allo Stato più di un euro tra Iva e accise. E sarebbe il caso di fermarsi qui.