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Il magico mondo di Susanna

Proprio nel giorno in cui il World Economic Forum ribadisce la scarsa competitività del nostro paese, relegato al 49esimo posto al mondo, Susanna Camusso sbatte l’ennesima porta in faccia al Governo sulla riforma del mercato del lavoro.  Se il leader della Cgil guardasse con attenzione all’interno dello studio, scoprirebbe però che a impiombare l’Italia è proprio la scarsa flessibilità nell’occupazione, ambito in cui il 49esimo posto al mondo in realtà sarebbe un miraggio.

La performance generale del mercato del lavoro italiano è infatti la 136esima al mondo, nello specifico per flessibilità di ingresso e uscita siamo ancora più giù. Per capirsi, tra la Slovenia e lo Zimbabwe. Che il problema sia lì, nelle rigidità in ingresso ed uscita, lo sostengono da tempo non solo gli imprenditori ma tutti gli istituti di ricerca e le grandi istituzioni internazionali e non, dalla Banca d’Italia alla Bce, dall’Ocse al Fondo Monetario.

Per Susanna Camusso, tuttavia, il problema della riscrittura dello Statuto dei Lavoratori è soprattutto legato all’estensione delle tutele a chi non le ha. Non c’è nella sua visione nessi possibile superamento delle rigidità attuali, piuttosto un ulteriore allargamento delle stesse. E’ una visione legittima, per certi versi anche lodevole ma che purtroppo cozza con la realtà. Fatta di aziende che chiudono, mobilità e cassa integrazione a pioggia, tavoli di crisi a ripetizione presso il ministero dello Sviluppo.

Brian, italiano 27enne trasferito negli Usa e titolare di una start-up da 22 addetti ci ha spiegato che con le regole italiane da noi non sarebbe mai riuscito a creare questi posti di lavoro.  Il mondo reale per ora va così. E per non affondare dobbiamo provare a cambiarlo, convincendo Brian che qui da noi si può anche andare oltre la Cgil.