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Mosca-Kiev, shock da due miliardi per l’export

Con il passare dei mesi si aggrava l’impatto della crisi russo-ucraina sulle imprese italiane. I dati di novembre, che pure non includono la brusca caduta del rublo degli ultimi dieci giorni, vedono un crollo del 23,2% del nostro export verso Mosca. In termini assoluti le nostre imprese rinunciano così a 211 milioni di commesse, con un gap globale che dall’inizio dell’anno arriva a 1,2 miliardi di euro.

A questo deficit, che in termini percentuali vale l’11,7% in 11 mesi, si aggiunge il crollo ancora superiore per Kiev, con vendite che nei primi nove mesi dell’anno hanno ceduto un terzo del proprio valore. Tra gennaio e novembre le mancate entrate per le nostre imprese sfiorano i 600 milioni di euro, il che significa che per l’intero 2014 il binomio Mosca-Kiev ci “costerà” oltre miliardi di export in meno.

Non sarà certo questo l’unico aspetto da valutare per  definire la nostra politica verso Putin, ma un pensiero all’impatto sulle imprese europee i vertici di Bruxelles dovrebbero iniziare a farlo. In alcune aziende, come per gran parte dell’area vasta delle calzature del fermano, Mosca rappresenta oltre il 50% dei ricavi. Il che, di questo passo, significa sopravvivenza aziendale a rischio.