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Albini vicino ai livelli pre-crisi

Le difficoltà dei paesi emergenti, la crisi in Russia, la frenata della Cina. Per il tessile tricolore Albini Group - Conesil contesto internazionale non è ideale nel 2015, pur in presenza di un spinta aggiuntiva in arrivo dal dollaro. Nella fascia alta di mercato è però possibile resistere sui livelli dello scorso anno, come dimostra l’andamento del gruppo Albini. La piccola multinazionale bergamasca conferma infatti nei primi sette mesi dell’anno i ricavi 2014, chiusi in crescita dell’11%.

</span></figure></a> Linificio e Canapificio Nazionale
Linificio e Canapificio Nazionale

Il gruppo, fondato nel 1876, è il maggior produttore europeo di tessuti per camiceria, esporta direttamente oltre il 70% del fatturato in più di 80 paesi nel mondo. Il fatturato, abbattuto di quasi il 50% nel 2009, si è riportato ora a ridosso del livello pre-crisi, oltre i 140 milioni di euro.

“Per le aziende del nostro settore – spiega il presidente Silvio Albini – è diventato cruciale diversificare la presenza su più mercati in modo da ridurre il rischio competitivo.

</span></figure></a> Cotonificio Albini – Breno
Cotonificio Albini – Breno

La situazione odierna fotografa un mondo molto diverso rispetto a quello di un anno fa: la crisi in Cina, la situazione dei mercati in Russia e Ucraina, la svalutazione del rublo, gli scenari di guerra presenti in gran parte di Medio Oriente e Nord Africa si sommano alle condizioni sempre meno brillanti dei BRIC, alla svalutazione euro/dollaro e alla debolezza delle monete emergenti. Alla situazione estera profondamente incerta, si contrappongono aspetti positivi come l’andamento degli Stati Uniti e la tenuta del mercato europeo, da considerare nostro mercato domestico, che si sta mostrando un’area di grande stabilità. È necessario – continua Albini – abituarsi ad operare in una situazione turbolenta, difendendo le posizioni acquisite e mettendo in campo strategie che premiano una visione di lungo periodo.Nel 2015 il quadro è complesso, anche se per fortuna qualche segnale di ripresa in Italia è visibile. Noi manteniamo il livello di ricavi dello scorso anno, quando la crescita era stata del’11%”.